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Le domande a confronto1. Con scarse risorse contano molto idee e progetti: a quali pensa per favorire i giovani e per fronteggiare le odierne emergenze educative? 2. È disposto ad introdurre un sistema tributario e tariffario che tenga in maggior conto i carichi familiari, ad esempio con un adeguamento dell’IMU, della TIA (ex TARSU) e con una diversa tariffazione dei trasporti urbani, dell’acqua, della ristorazione scolastica e degli asili nido? 3. Genova, città di anziani, come può aprirsi anche ai giovani offrendo luoghi ed occasioni di aggregazione, di riflessione e di scambio culturale? 4. Quale dovrebbe essere la vocazione preferenziale della città: industriale, commerciale e dei servizi,turistica, agricola? Quali dovrebbero essere comunque le priorità ed in relazione ad esse quali gli strumenti e le strade percorribili da parte dell’Ente locale? 5. La morfologia della città e lo sviluppo urbanistico determinano seri problemi alla mobilità degli abitanti: come affrontare il problema? 6. Il lavoro non rientra nelle strette competenze di un’amministrazione comunale, tuttavia cosa pensa di poter e dover fare per incrementare l’occupazione ed impedire l’esodo dei giovani che a Genova non trovano lavoro? 7. Sul versante della solidarietà, strumento diretto a costruire coesione sociale, quale attenzione ritiene di rivolgere alle organizzazioni di volontariato, cattoliche e non, e del cosiddetto “terzo settore”, per favorire l’integrazione nel territorio, per valorizzare la sussidiarietà, coinvolgendo l’associazionismo nella programmazione delle politiche amministrative e produrre un impatto positivo sulla promozione della persona e della famiglia? 8. Genova è caratterizzata da sempre dalla multi - appartenenza, una città capace di aprirsi all’integrazione tra le diverse culture. Quale leva fra quelle oggi disponibili ad un’amministrazione comunale può essere utile al raggiungimento di questo obiettivo? |